domenica 30 agosto 2009

E yogurt sia!

E dopo quasi un anno, da quanto ho visto la prima ricetta di yogurt home made, mi sono decisa e l’ho fatto anch’io! Ammetto di aver indugiato a lungo, non ero convinta, temevo di sprecare un litro di latte fresco ma alla fine vedere che quasi a tutti i blogger riusciva mi ha convinto. L’input finale me l’ha dato Manuela del blog Fi0rdivanilla con il suo dettagliatissimo post, basato sul procedimento di Paoletta ma ricco di spunti e osservazioni personali. Dopo una breve (beh, più o meno) consultazione con Manu, dopo rassicurazioni varie (io non possiedo un termometro!) ho acquistato il mio bel litro di latte e ho iniziato la produzione. Che gioia aprire il contenitore a chiusura ermetica e constatare la formazione di una massa soda, bianca e immobile! Quasi non ci credevo fosse così semplice. Quindi con il post di oggi non vi dico nulla di nuovo, non mi dilungherò sul procedimento che ormai è stato spiegato da molti, vorrei solo dare un’ulteriore conferma della ricetta e raccogliere tutti i link che per me sono stati utili, che mi hanno ispirato e invogliato a provare! Sono certa, anzi sicura, che qualcuno dei lettori di questo blog ancora non si è cimentato nello yogurt casalingo…

Ingredienti:
1 litro di latte fresco intero (io marca ABIT)
2 cucchiai abbondanti di yogurt bianco (io marca CRAI)

Procedimento: Seguite pedestremente le indicazioni di Paoletta , ma leggetevi anche il post di Manuela. Io non avendo un termometro ho usato il bimby per scaldare il latte: 90° 30 min. vel 2. Poi l’ho lasciato raffreddare finché è diventato tiepido (dovete poter tenere un dito immerso per una decina di secondi senza scottarvi). Ho mescolato nella ciotola di acciaio mezzo bicchiere di latte intiepidito con i due cucchiai di yogurt e poi aggiunto pian piano il restante latte. Ho chiuso la ciotola con il suo coperchio, l’ho avvolta nella copertina e messa in forno spento per 8 ore. Trascorso il tempo, ho controllato che lo yogurt fosse sodo e l’ho messo in frigo per altre 9 ore (ne sono sufficienti 5 o 6). Yogurt pronto :)

Se la consistenza del vostro yogurt non vi soddisfa potete filtrarlo per ottenerne uno più sodo. Sarà sufficiente farlo scolare in uno scolapasta ricoperto da garze o da uno strato di cotone a trama non troppo fitta.

La cosa piacevole dell’autoproduzione è la quasi totale assenza di acidità. Questo permette di usare dosi davvero minime di zucchero per dolcificarlo.

PS la marmellata che vedete in foto è opera della mia vicina di casa, fragole rabarbaro e anice stellato! Io trovo che sappia di limone e liquirizia :-)

Link utili:

Kya, Comida, Paoletta, Manuela, Tartina, Twostella, Il Pasto nudo, Fra, Lenny

Yogurt con diversi tipi di latte Cook&eat

giovedì 20 agosto 2009

Torta quasi vegana e crema pasticcera senza zucchero

A casa mia siamo un po’ tutti a dieta ma per fortuna fa caldo e l’appetito è notevolmente ridotto. Però ogni tanto la voglia di un dolcino si fa sentire. Possibilmente un dolce fresco da tenere in frigo. Allora scatta la ricerca sul web di una base per torte che possa andar bene. L’idea era, e sottolineo era, quella di bagnarla con il caffè e farcirla con qualche crema il tutto possibilmente senza uova, senza latte, senza burro e senza zucchero………senza niente direte voi????? Beh, più o meno però la cucina vegana propone diversi dolci allettanti: guardate per esempio questa crema al cioccolato e nocciole, o il dulce de leche al cocco. Non fan venire l’acquolina in bocca?? In fatto di torte e dolci da forno però…non ero molto convinta. Tutte le volte che ho provato a togliere qualche ingrediente (seguendo le ricette eh, non facendo di testa mia) ho sempre ottenuto dei risultati deludenti. Poi ho letto questa ricetta del blog TIPPITAPPI e vedendo la foto mi sono convinta. Ho però usato il latte normale (ecco perché “quasi vegano”). Tra parentesi trovate le mie modifiche. Ho ottenuto il miglior risultato fin’ ora…chissà se usando il latte di soia mi viene “spugnoso” come sembra l’originale!?





BASE SENZA BURRO, LATTE E UOVA
Ingredienti:
350 gr. di farina 00 (300 g farina 00 e 50 g farina di riso)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
120 gr. di olio di mais (o altro olio con poco sapore, io ho usato semi di arachide)
200 ml. di latte di soia (250 ml di latte normale)
2-3 cucchiai di malto
1 pizzico di sale

Procedimento: Setacciate le farine con il lievito e il bicarbonato. Aggiungete l'olio, il malto ed infine il latte per ottenere una crema densa. Se ci sono grumi usate un frullatore a immersione. Versate in una teglia di circa 24 cm di diametro e infornate a 150°C per 45 minuti circa. Fate la prova del coltello per vedere se è pronta. Lasciatela raffreddare almeno un giorno. Preparatela il giorno prima di farcirla.

Che sapore ha?? Molto neutro…a me ha ricordato un pancarré leggermente dolce :P
E il ripieno???? Giuro che volevo buttarmi sulla crema di cous cous e aromatizzarla al caffè o al cacao ma poi…… il terrore di produrre un dolce immangiabile ha prevalso e il mio progetto vegano è miseramente fallito. Lo so, era già fallito nel momento in cui ho usato il latte normale. Il giorno dopo ho bagnato la base (3 strati) con caffè dolcificato con il tic (dolcificante liquido) e un goccetto di rum (siiii, lo so alcool=zuccheri, alla faccia della dieta) e l’ho farcita con una crema pasticcera sugar free. 


CREMA PASTICCERA SENZA ZUCCHERO (AL MICROONDE)
Ingredienti per farcire 3 strati:
2 tuorli
250 ml di latte
15 g di maizena
15 gocce di dolcificante tic
un quarto di stecca di vaniglia (facoltativo)
1 cucchiaio di rum (facoltativo)
un pizzico di sale

Preparazione: Tagliate il pezzo di vaniglia in lunghezza. Portate a bollore il latte con la vaniglia e lasciate in infusione 15 minuti. Togliete la vaniglia. In un contenitore adatto al microonde sbattete le uova e il latte con la frusta. Aggiungete il dolcificante, il rum, il pizzico di sale e poi la maizena setacciata poco alla volta. Sbattete bene con la frusta per togliere eventuali grumi. Fate andare al microonde a 720-750 W mescolando con la frusta ogni minuto, e verso la fine ogni 30 secondi fino al raggiungimento della densità desiderata. Ci vorranno circa 3/4 minuti.



PS: Appena fatta la torta non mi è piaciuta, non era ancora abbastanza “fredda” ma alla sera era nettamente migliorata. Il giorno dopo poi ancora più buona. Non troppo dolce e con un vago sapore di tiramisù :-) Abbiamo così soddisfatto il palato senza eccedere.
Ah, il tiramisù classico è tutt’altra cosa, lo so perfettamente, e sono fermamente convinta che i dolci privi di burro, latte, uova e zucchero contemporaneamente stiano un gradino più sotto di quelli tradizionali* ma ce ne sono alcuni che rappresentano un giusto compromesso se vogliamo concederci un dolce senza strafare.

* sottolineo che è un opinione personale, basata sui miei gusti in fatto di dolci. Non vorrei scatenare polemiche sterili.



E a voi la cucina vegana piace? :-)

lunedì 17 agosto 2009

Caserecce con patate e mollica al basilico e aglio di Caraglio

Ricetta tratta da Sale e Pepe di Giugno 2009. Eh si, lo devo ammettere ma non avevo mai mangiato la pasta con le briciole!! Però ho la scusante, non è un piatto tipico delle tradizione piemontese e qui a casa nessuno avrebbe mai pensato che due briciole sulla pasta potessero dare quel tocco in più. Poi credo che queste briciole al basilico sarebbero perfette anche per un’impanatura diversa dal solito e più croccante. 
Di solito qui a casa cerchiamo di evitare l’uso abbondante di aglio, soprattutto se tritato o schiacciato come in questa ricetta, perché è davvero indigesto. Questa volta ho abbondato e non vi è stato alcun problema di digestione :) Sapete perché?? I miei di recente sono stati in montagna, nelle valli cuneesi, e ad una fiera han scovato un produttore di aglio che prometteva la massima digeribilità. Increduli han mangiato una salsa all’aglio senza alcun problema. Meraviglia eh :) Posso finalmente “ammazzarmi” di bruschetta senza conseguenze il mio stomaco. Ha una sapore meno forte dell’aglio solito, ma mi pare un giusto compromesso.  L’azienda produttrice si chiama La fattoria dell’aglio e si trova a Caraglio (CN). Sul sito trovate diverse informazioni al riguardo.

Ingredienti per 4:
320 g di pasta
2 spicchi d’aglio
2 patate grosse
2 rametti di rosmarino
2 fette di pancarré
un mazzetto di basilico
40 g di pecorino grattugiato (o parmigiano)
olio extravergine d’oliva
sale, pepe

Preparazione:
Sbucciate le patate e tagliatele a dadini. Fatele rosolare in 6 cucchiai d’olio per una decina di minuti su ogni lato. Durante la cottura unite uno spicchio d’aglio schiacciato e un cucchiaio di aghi teneri di rosmarino tritati finemente. Quando le patate sono dorate in superficie e morbide all’interno, salatele, pepatele, unite qualche ago di rosmarino e spegnete.
Private il pane della crosta, tostatelo e fatelo raffreddare. Spezzettatelo e frullatelo con le foglie di basilico e uno spicchio d’aglio tagliato a fettine. La mollica potrebbe risultare umida, passatela qualche minuto sotto al grill del microonde o in una padella antiaderente.  
Lessate la pasta in acqua bollente salata, scolatela e versatela nella padella con le patate*. Mescolate e impiattate cospargendo con il pecorino e le briciole.

*io ho aggiunto un cucchiaio d’olio e una tazzina d’acqua di cottura perché mi pareva troppo asciutta.

 

giovedì 13 agosto 2009

Fragoline alla grappa

Altra ricettina sottovetro! Sono in periodo di preparazioni in barattolo e non è ancora finita qui. La ricetta che vi propongo oggi è tratta da un inserto di Donna Moderna di un anno imprecisato: “Tempo di Conserve” di Paola Loaldi. Non sapevo nemmeno di avere in casa questo magnifico libricino pieno di idee e spunti interessanti finché qualche giorno fa mia mamma mi ha sottoposto la ricetta di oggi. Potevo dirle di no?? E poi volevo usare i barattolini quadrati acquistati da poco (sono carini vero????)! Ricetta facile, veloce e sicuramente d’effetto in caso voleste regalarne un barattolo. So che dovrei presentarvi il risultato una volta scaduto il tempo ma tra due mesi non sarà più periodo di fragole :) e poi conoscendo il risultato delle ciliegie alla grappa credo che per analogia anche le fragole saranno ottime. Le fragole che ho usato io le ha acquistate mia madre in montagna e sembrano quasi fragoline di bosco...il sapore si avvicina moltissimo! 



Ingredienti: fragole (meglio ancora le fragoline di bosco), zucchero, grappa*, succo di limone

Preparazione: Pulite bene le fragole scegliendo i frutti più piccoli e non troppo maturi. Lavatele e passatele in acqua acidulata con succo di limone. Sgocciolatele su un panno pulito e poi sistematele in un vaso a strati alternati con poco zucchero, senza pressarle. Coprite il tutto con grappa bianca e e chiudete il vaso. Lasciate riposare le fragole alla grappa per almeno due mesi prima di consumarle. Sono ottime sul gelato.
* io ho usato grappa di vinaccia




Ps e se provassi anche con le more??? :-)



EDIT: qui potete vedere il risultato dopo 4 mesi

mercoledì 12 agosto 2009

Marmellata more e prugne

Lo ammetto. Io adoro la marmellata di prugne e pure quella di more. Forse perché non risultano eccessivamente dolci e rimangono entrambe leggermente acidule. Beh, qualche giorno fa ero a corto sia di more sia di prugne ma un chilo di frutta l’avevo…e le ho messe insieme. Ringrazio anche mia mamma che per una volta ha supportato con entusiasmo uno dei miei “pasticci” forse perché nell’abbinamento more-prugne sta volta non c’è proprio nulla di strano :) Le more arrivano dritte dritte dal mio giardino!
Far marmellate mi dà immensa soddisfazione, poi al solito esagero, ne produco troppa e non riesco quasi mai a consumarla tutta durante l’inverno. Ma non importa, io continuo imperterrita e semmai ne regalo qualche vasetto :) Ah, guardate anche questa…quasi quasi…

Ingredienti:
370 g di more
690 g di prugne rosse 
450 g di zucchero*
succo di mezzo limone

Procedimento bimby: Mondate la frutta, inseritela nel boccale e frullatela**: 5 sec. vel 5. Aggiungete lo zucchero e il succo di limone, cuocete per circa 50 min. 100° antiorario vel. 2. o finché la marmellata raggiunge la consistenza desiderata. Invasate la marmellata bollente nei vasetti puliti e sterilizzati, chiudete e capovolgete per creare il sottovuoto. Oppure procedete con la bollitura a seconda di come siete abituati.

*Generalmente io uso massimo 500 g di zucchero per chilo di frutta. Dipende dal tipo e dalla maturazione della frutta stessa. Regolatevi in base ai vostri gusti, con queste dosi si ottiene una marmellata mediamente dolce. Occhio, meno zucchero = minor tempo di conservazione.
**Quest’operazione è facoltativa. Io amo la marmellata liscia e senza pezzi. 

 

Allora, che ne dite di una bella fetta di pane e marmellata??


 

E ora giochino!!!! Ringrazio Fra per avermi pensata :) Bisogna elencare 5 cose che amiamo fare… le marmellate le ho già nominate…


1. Osservare dallo sportello del forno un dolce che cresce…in particolare i biscotti;
2. Rintanarmi sotto le coperte in montagna quando fuori c’è brutto tempo (si adoro oziare, ci sono alcuni momenti in cui ci vuole!!!);
3. Aprire Google reader e godermi i vostri aggiornamenti;
4. Fare le coccole al mio cagnolino e anche riceverle;
5. Passare una serata con la mia cara amica B., spettegolando e parlando di noi. Mi rende immensamente felice e rilassata.

Sono riduttive lo so e poco poetiche :) A chi lo passo?? Beh, siamo in poche ad esser rimaste qui. Mi piacerebbe lo facessero Tania e Carolina, già nominata da Fra.  Ma in ogni caso sarebbe carino sapere qualcosa in più di ogni foodblogger :) Ora scappo che sto uscendo, ma domani passo a ricordavi del giochino se non siete ancora passate di qui :)

lunedì 10 agosto 2009

Dallo smoothie pesche e more al ghiacciolo

Ho recentemente scoperto di apprezzare molto lo yogurt bianco naturale abbinato alla frutta. Era già un po’ che leggevo qua e là ricette di “smoothie” ma non avevo ancora provato a riprodurle. Poi, prima delle vacanze, passo nel blog di Tania e rimango colpita dall’abbinamento pesche-menta. Ho ovviamente replicato godendomi una merenda gustosissima e poi da lì mi son fatta prendere la mano con gli esperimenti… trovate in verde ciò che mi è piaciuto e in rosso cosa no :-). Per chi non si ricorda o non sa cos’è il kuzu leggete qui e qui.

SMOOTHIE PESCHE E MORE
Ingredienti: 125 ml yogurt bianco intero, 1 pesca matura (circa 150 g), una decina di more passate al setaccio, 8 gocce di dolcificante tic, aromi a piacere (vaniglia, menta, fave tonka, cannella...)
Preparazione: frullate tutto e gustate :-)

Dal momento che lo smoothie ottenuto era troppo per me sola ho pensato di utilizzarlo in altro modo. Il primo esperimento mi ha deluso tantissimo, questa volta il kuzu non ha dato i risultati spettacolari che mi aspettavo! Vi riporto lo stesso la ricetta, nel caso vi balenasse in testa un’idea simile sapete a cosa andate incontro. Io speravo in un buon risultato per poi utilizzare il kuzu con lo yogurt e usarlo nella torta fredda simil Cameo… vabbè userò la gelatina. Evidentemente riscaldare così tanto lo yogurt non va bene…

Il secondo esperimento invece, di una banalità vergognosa, mi è piaciuto molto.

1- SMOOTHIE GELIFICATO CON IL KUZU
Ingredienti: 100 ml di smoothie pesche e more, 10 g di kuzu
Preparazione: sciogliete il kuzu nello smoothie e passate al colino. Mettete tutto sul fuoco e mescolate finché il composto non diventa traslucido. Versate nelle coppette e coprite con pellicola. Lasciate intiepidire e riponete in frigorifero.
Purtroppo, nonostante l’aspetto e la consistenza fossero perfette lo smoothie ha poi perso tutto il sapore! Sembrava di mangiare un budino senza un gusto preciso :-( Quindi kuzu e yogurt son da bocciare.


FROZEN KUZU SMOOTHIE
Per curiosità ho provato a congelare una parte del composto precedente, giusto per vedere come si comportava il kuzu sottozero. Anche in questo caso, consistenza orribile e sapore pessimo.

2 - FROZEN SMOOTHIE
Ho provato anche a congelare lo smoothie così com’è senza aggiunta di kuzu. Bene, in questo caso otterrete un piacevole ghiacciolo alla frutta. Peccato non possedere le formine adatte, me lo sono dovuto mangiare con le mani…ma in fondo era solo un test ;-) E pensare che da piccola le avevo, chissà dove sono finite! Oppure si potrebbe mantecare nel bimby o in un robot per ottenere un sorbetto. Vedi ultima foto --> sono quelli più chiari.

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Poi, visto che ormai la cucina era ridotta a un campo di battaglia… ho pensato di provare a gelificare, sempre con il kuzu, una coulisse di more. Era una delle cose che mi ero ripromessa di fare al più presto.

GELATINA DI MORE
Ingredienti: more q.b. per ottenere 100 ml di coulisse, 10 g di kuzu, zucchero a piacere (io ho usato il dolcificante tic)
Preparazione: sciogliete il kuzu nella coulisse e passate al colino. Mettete tutto sul fuoco e mescolate finché il composto non diventa traslucido. Versate negli stampini e ricoprite di pellicola. Lasciate raffreddare e riponete in frigorifero. Io ho usato degli stampini per cioccolatini.



MINI GHIACCIOLI ALLE MORE
Profondamente insoddisfatta del comportamento del kuzu in freezer ho provato a congelare una parte del composto precedente. Una volta raffreddato il composto l’ho messo in freezer. Questa volta ho ottenuto dei ghiaccioli piacevoli e con cristalli di ghiaccio molto piccoli :-) Evvai! In foto sono quelli più scuri.



Bene, credo di aver terminato con il kuzu. Ormai ho provato a gelificare un po’ di tutto :) Devo solo più provare ad usarlo come addensante nelle minestre per vedere se davvero la consistenza cambia o no.

domenica 9 agosto 2009

L'ennesima copia non autorizzata...

Speravo di tornare a scrivere sul mio blog per presentarvi qualche ricettina sfiziosa e non per parlarvi per l'ennesima volta di siti che fanno copia e incolla di contenuti altrui. Oggi Serena del blog "Tentar non nuoce" mi ha segnalato una foto sospetta... la vedete anche voi la panna cotta al caffè??? Vero che c'è un link al mio blog, ma non è per niente chiaro che il post appartiene alla sottoscritta e cioè Fiordilatte. Ma soprattutto la pubblicazione non è stata da me autorizzata!!!!!! Qui a fianco è chiaramente scritto che se si desidera copiare integralmente un post è necessario C H I E D E R E prima a me!!!

La cosa che mi fa più imbufalire è che non capisco un acca di quel che c'è scritto nel sito e non riesco a lasciare un commento. Voi ci riuscite? Pensavo fosse un problema di browser ma né con Mozzilla né con Opera funziona. Ma poi, in che lingua lo dovrò lasciare il commento??? Grrrrr

Va beh, controllate anche voi il sito perché mi è parso di intravedere foto conosciute... sigh sigh sigh


EDIT: come suggerito da Arietta ho scritto una mail all'autrice del blog che molto gentilmente si è scusata per la "disattenzione" e ha rimosso il post completo. Finché c'è dialogo la cosa è accettabile. Nel giro di 3 giorni il problema è stato risolto.