venerdì 30 ottobre 2009

Di scatole di latta, template e cavoletti…

Piccolo post senza ricetta per aggiornarvi su un paio di questioni :-) Voglio comunicarvi una bella notizia che mi riguarda e segnalarvi alcuni contest e iniziative da non perdere.
  • Iniziamo dalla bella notizia. Chi ha seguito il blog di Sigrid negli ultimi giorni già saprà. Beh, sono fra i 14 pasticciatori del cavolo che andranno in quel di Eataly a cucinare cavoli con la Cavoletta :-)!!! [abuserò della parola cavoli, portate pazienza]. Quindi se il 18 novembre siete liberi e vi trovate a Torino…non perdetevi la presentazione del libro! Sono sinceramente emozionatissima per l’evento e spero di esserne all’altezza. In realtà avrei la tesi da scrivere e terminare per diciamo…fine novembre ma non potevo perdermi quest’occasione unica. Ho lasciato un commento al post quasi per gioco, per sfidare la “sfiga” che mi contraddistingue in queste occasioni… e sta volta ha funzionato :D Ieri sera apro la casella di posta e vedo una mail con oggetto “Ma allora scavoletti?” [Grazie Caro per avermi avvertita!], un attimo di smarrimento e poi ho capitooooooooooooooooo!
  • Parliamo d’altro… vi segnalo questo simpaticissimo swap indetto da Daniela del blog Calme et Cacao. Perché si chiama la danza delle scatole di latta? Perché dovremo scegliere una scatola di latta da riempire con dei doni (di vario genere…) e da spedire alla persona alla quale verremo abbinati. Una bellissima occasione per venire in contatto con nuovi blogger o conoscere meglio quelli che frequentiamo già virtualmente :-)

La danza delle scatole di latta
  • Altro contest che può tornarvi utile lo trovate su Blografando dove Adele offre al vincitore un template GRATIS per il vostro blog. No dico, capite? Noi povere foodblogger siam più abili con mestoli e padelle che con l’HTML [oddio ho fatto la rima -_-] fatta eccezione per chi magari sa usarlo perché ci lavora. Quando ho aperto il blog ho davvero fatto fatica a personalizzarlo un po’…non sapevo da che parte iniziare e spesso i risultati non rispecchiavano ciò che avevo in mente! Header orrendi (ve la ricordate la trama cestino??? era provvisoria ma ho impiegato mesi a sostituirla!), colori inappropriati (ancora non mi capacito che il mio blog sia così “fuxia”…io non amo il fuxia…). Nemmeno ora sono pienamente soddisfatta… purtroppo non conosco nessuno che sia in grado di aiutarmi e questo contest cade a fagiolo :-) Che ne dite? Tentate la sorte anche voi? Avete tempo fino al 15 novembre!

Contest Blografando-1° edizione
Contest by Blografando & Adelebox



Altro? mmmm per ora no :-)

lunedì 26 ottobre 2009

Kohlrabi time…Vellutata di Cavolo Rapa

Al piccolo corso di cucina che ho iniziato da poco sto scoprendo davvero tante cose. Prima di tutto le basi e poi quei trucchetti e quelle malizie che di solito non si trovano sui libri di cucina [fortunatamente la frequentazione quotidiana dei blog costituisce già di per sé un’ottima scuola!] ma anche nuovi ingredienti e abbinamenti. Per esempio non avevo mai visto né usato il sedano rapa o il cavolo rapa. Ero già disperata, pensavo di non poter replicare le ricette imparate perché io al supermercato dove andiamo di solito non li ho mai visti. Per fortuna che c’è il negozio b-io a Torino. Ecco, ho trovato il sedano e il cavolo rapa. Del primo ve ne parlo prossimamente…sperando di avere più tempo per cucinare/testare/assaggiare/sperimentare ma anche fotografare: non sempre questi due aspetti del blog vanno di pari passo. Per fortuna il tempo per una vellutata di verdure lo trovo sempre…facili e veloci da preparare. Per quest’anno vi risparmio le lenticchie :-) L’idea del cardamomo arriva da FoodPairing.

VELLUTATA DI CAVOLO RAPA E BROCCOLO ROMANO AL CARDAMOMO

Ingredienti (per due persone circa):
250 g di cavolo rapa
380 g di brodo vegetale
80 g di broccolo romano*
sale
olio extravergine d’oliva
cardamomo

*il mio era già cotto a vapore, se lo cuocete insieme al cavolo rapa aumentate le dosi di acqua

Preparazione: sbucciate il cavolo rapa e tagliatelo grossolanamente a dadini. Mettete a cuocere il cavolo nel brodo e verso fine cottura unite il broccolo romano. Salate a piacere e servite cospargendo con dei semi di cardamomo pestati al mortaio e olio extravergine d’oliva.

PS: questo post avrei voluto preparalo ieri per stamane…in occasione dell’uscita del libro di Sigrid. Avete ricevuto anche voi la mail da Babs, Sara e vaniglia per creare un “post del…cavolo”??? Purtroppo sono tornata tardi dalla montagna e sono crollata ^^. Va beh, è il pensiero che conta giusto?

PS2: scusate anche la latitanza…sto passando poco nei vari blog che seguo perché sono sommersa dagli impegni ;-)

PS3: Si stanno concludendo le votazioni per il concorso indetto da Juls e i Biscotti di Nonna Lina fanno parte delle dieci ricette finaliste. Se ancora non l'avete fatto, correte a votare :-)

mercoledì 21 ottobre 2009

Visto che sono rientrata nei 10 finalisti...


Sono aperte le votazioni per il concorso indetto da Juls e i Biscotti di Nonna Lina fanno parte delle dieci ricette finaliste! Che emozione, devo proprio ammetterlo. Quindi correte a votare la ricetta che vi intriga di più!!!!!!

E intanto ringrazio chi mi ha già votato :-)





venerdì 16 ottobre 2009

Gnocchetti al vino rosso e Raschera d’Alpeggio

Appena ho letto del concorso indetto da genny in collaborazione con la Compagnia del Cavatappi non ho potuto resistere e ho iniziato subito a pensare alla ricetta da proporre.

Ovviamente gioco in casa rimanendo in Piemonte perché molti prodotti tipici della cucina piemontese fan parte della mia alimentazione di tutti i giorni. A casa mia abbiamo da sempre una passione sfrenata per i formaggi (mannaggia al colesterolo!!) e ho quindi optato per uno dei sei formaggi DOP prodotti esclusivamente in Piemonte: il Raschera. Gli altri, altrettanto interessanti, sono: Toma piemontese, Bra, Castelmagno, Robiola di Roccaverano e Murazzano. A queste si aggiungono il Gorgonzola, il Grana Padano e il Taleggio che non sono però esclusiva del Piemonte e vengono prodotti anche in Lombardia e altre regioni.

In realtà ci sono tanti altri formaggi piemontesi cui sono affezionata perché li mangio da sempre ma che non posseggono la denominazione DOP. Ad esempio impazzisco, sin da quando sono piccina, anche per la Robiola di Cocconato e per i Tomini di melle che però sono “solo” PAT (Prodotti Agro-Alimentari Tradizionali). Insomma in Piemonte i formaggi non mancano. Date un’occhiata a tutti i prodotti PAT piemontesi e alla lista completa di quelli DOP e IGP! Volete mica farvi cogliere impreparati nel caso di una visitina qui da noi? [Si capisce che sono orgogliosa di essere piemontese? :-) mi sa di si eh…]

Ma cosa significa DOP?? C’è da confondersi con tutte queste sigle…DOC, DOP, IGP, IGT, DOCG…

“Sono DOP (denominazione di origine protetta) i prodotti agricoli o alimentari originari di un'area geografica delimitata la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono nell'area geografica stessa e la cui qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali ed umani.” [www.regione.piemonte.it]

Il Raschera viene prodotto esclusivamente in provincia di Cuneo, e trae il suo nome da un lago alle falde del Monte Mongioie. Ve ne sono due tipi: il Raschera d’alpeggio che deve essere prodotto e stagionato al di sopra dei 900 mt. nei pochi comuni previsti dal disciplinare, e il Raschera normale che può essere prodotto e stagionato in tutta la provincia di Cuneo.

Personalmente preferisco quello d’alpeggio in quanto più saporito. Si tratta di un formaggio prodotto con latte vaccino con eventuali aggiunte di latte caprino e/o ovino. Il disciplinare prevede una stagionatura minima di un mese ma si arriva anche a tre. Il sapore è molto delicato e tende al piccante con l’aumentare della stagionatura. Lo si trova in commercio in forme tonde oppure quadrate (io ad essere sincera ho sempre visto quelle quadrate!), quest’ultime più comode da trasportare.

Ma veniamo alla ricetta. Ho scelto un piatto piuttosto classico: gnocchi al Raschera. Ho però alleggerito la preparazione rinunciando alle patate e ed eliminando il latte che in genere serve per fare la fonduta. Ho trovato diverse versioni di questa ricetta, c’è chi incorpora il Raschera direttamente all’impasto e c’è chi invece lo usa per farne una fonduta che poi andrà a condire gli gnocchi. Io questa volta ho preferito condire gli gnocchi (simili a questi già proposti) con un leggerissima besciamella all’acqua, alternarli ad abbondanti scaglie di Raschera e tocchetti di pera per poi ripassarli in forno e ottenere una piacevolissima crosticina.

Ingredienti per 6 persone:
1 dose di gnocchetti al vino rosso*
1 dose di besciamella all’acqua**
1 pera soda
Raschera d’alpeggio DOP a volontà

Preparazione: Portate ad ebollizione l’acqua per cuocere gli gnocchi e salatela. Nel mentre preparate la besciamella all’acqua e mettetela da parte. Tagliate a tocchetti la pera e mettete da parte. Quando l’acqua bolle tuffate gli gnocchi e lasciateli cuocere finché non vengono a galla. Scolateli e conditeli con la besciamella all’acqua. Preparate 6 cocotte e alternate strati di gnocchi con tocchetti di pera e abbondanti scaglie di Raschera. Terminate con uno strato di Raschera. Passate le cocotte sotto il grill fino a doratura del formaggio (circa 10 minuti). Servite subito.

*Gnocchetti al vino rosso: 500 g di farina 00, 475 g di acqua, 25 g di vino rosso.
Portate ad ebollizione l'acqua e il vino; appena raggiunto il bollore spegnete e versate metà della farina (250 g). Mescolate per bene con un cucchiaio di legno. Lasciate raffreddare un po' e poi versate il composto sulla spianatoia infarinata. Aiutandovi con il cucchiaio aggiungete la restante farina (attenzione...non sembra ma il composto sarà ancora bello caldo). Impastate per bene e formate poi gli gnocchi. Lasciateli riposare un paio d'ore. Quelli che non mangerete, spolverateli per bene di farina e congelateli. In genere con la dose da 500 g di farina si sfamano almeno 6 persone ;-) Quindi regolatevi di conseguenza.

**Besciamella all’acqua: 250 g di acqua, 25 g di burro, 25 g maizena, noce moscata, sale e pepe qb.
Mettete il burro in un contenitore di pirex e scioglietelo nel microonde. Unite la farina e stemperate bene con una frusta. Unite poi l’acqua, mescolate e cuocete nel microonde a 720/750 W finché il composto non si sarà addensato. Ci vorranno pochi minuti, voi mescolate ogni 30/40 secondi. Se non volete usare il microonde procedete come per la besciamella classica. Se preferite un sapore più accentuato, potete anche utilizzare metà acqua e metà latte. Io eviterei la classica besciamella, deve sentirsi il sapore del Raschera!

PS: Se passate da Mondovì fermatevi alla gelateria Lurisia, pare che si possa assaggiare un ottimo gelato al Raschera e Cugnà :-) per non parlare dei gelati ai vari vini piemontesi, alla grappa, al fungo porcino, al tartufo bianco, al bunet, alla castagna… Non l’ho ancora testata personalmente, ma è segnalata nella guida Gelaterie d'Italia del Gambero Rosso della quale potete leggere un estratto qui.


Bibliografia:
http://www.raschera.com/
http://www.regione.piemonte.it/agri/qrp/num61/dwd/6.pdf
http://www.regione.piemonte.it/agri/vetrina/prodottitipici/dopigp/index.htm
Formaggi e vini d'Italia-Vini e formaggi d'Italia, Paolo Scotto, Gremese Editore, 2003



martedì 6 ottobre 2009

I biscotti di Nonna Lina – remake allo yogurt

Vorrei dirvi che la mia prima colazione è fatta di croissant parigini, di pancakes americani irrorati di sciroppo d’acero e ricoperti di frutti di bosco o di bagels appena sfornati ma il punto è che io la mattina non ho quasi mai appetito e se ce l’ho ripiego su cibi più semplici. Se mi sveglio presto per andare all’università non riesco ad ingurgitare nulla prima delle 10 di mattina! Eppure non sto male, non mi sento svenire, devo solo posticipare la mia colazione :-) che in genere si riduce a un pacchetto di cracker o a un pezzo di focaccia bianca. Se invece sono a casa tranquilla, nel weekend, posso concedermi una colazione degna di essere chiamata tale. Anche in questo caso però la coccola più grande che mi concedo, e che mi rende davvero felice, è una bella tazza di caffèlatte, rigorosamente con il Nescafé, accompagnata da biscotti secchi. Meglio se i biscotti sono quelli di nonna, i biscotti che lei faceva per noi, perfetti da inzuppare nel latte! Sono dei biscotti semplicissimi ma così intimamente legati ai ricordi di quand’ero piccola che rimarranno sempre tra i miei preferiti. Ho ripreso dunque la sua ricetta alleggerendola un pochino: niente panna ma solo yogurt!

 

Ingredienti (per una teglia di biscotti):
1 uovo
50 g di zucchero + q.b. per cospargere i biscotti
30 g di burro fuso
5 g di ammoniaca per dolci
il succo di una piccola arancia o scorzette di arancia o aroma arancia
1 vasetto di yogurt intero (io alla vaniglia)
5 g di maizena
5 g di grappa
farina q.b. (circa 250 g)

Procedimento: Sbattete le uova con lo zucchero per una decina di minuti. Aggiungere il burro fuso, l’ammoniaca, il succo d’arancia, lo yogurt, la grappa e mescolate tutto bene con una frusta. Aggiungete la maizena e poi tanta farina quanto basta ad ottenere un impasto lavorabile e non più appiccicoso (con queste dosi circa 250 g ma non ho pesato con esattezza). Stendete poi l’impasto con il matterello allo spessore che più vi piace, tenendo a mente che i biscotti gonfieranno molto. L’ideale è tagliare dei rettangoli. Ponete i biscotti sulla teglia con carta da forno, spennellateli con latte e cospargeteli di zucchero semolato. Infornate nel forno preriscaldato a 180° per 15/20 minuti.

 

 

Con questa ricetta partecipo al concorso Sunday morning indetto da Juls e sponsorizzato da Macchine alimentari.

venerdì 2 ottobre 2009

Trenette al finocchio e acciughe con salsa all’aglio e alga nori tostata

Dopo aver partecipato al concorso indetto da Sandra di Un tocco di zenzero in collaborazione con Guido Tommasi Editore mi sono innamorata di questo libro di Delphine de Montalier. L’ho guardato e riguardato più volte in libreria ammirandone le immagini, molto essenziali come piacciono a me. Altrettanto essenziali lo sono le ricette ma solo nella preparazione e non di certo nella scelta degli ingredienti. Abbondano infatti le erbe aromatiche e le spezie abbinate alle verdure in maniera originale. E’ da questo libro che ho tratto la ricetta che vi propongo, apportando qualche piccola variazione. Al solito le mie modifiche fra parentesi.





Ingredienti per 3 persone:
250 g di trenette o spaghetti
1 finocchio grande o 2 piccoli
pepe
un cucchiaio di uvetta
mezzo spicchio d’aglio affettato finemente (io ho sostituito con salsa all’aglio, due cucchiai abbondanti)
6 filetti d’acciughe sott’olio
3 cucchiai circa di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di pan grattato (io mezzo foglio di alga nori)

Preparazione.
Pulite e lavate accuratamente il finocchio dopo averlo diviso in 4 quarti. Affettatelo finemente in una padella antiaderente (io ho usato la wok). Irroratelo con due cucchiai d’olio, pepate e fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti con coperchio mescolando ogni tanto. Se vi accorgete che il finocchio si sta bruciando abbassate il gas! Il libro consigliava di coprire con carta stagnola invece che con coperchio e di lasciar “sudare” ma credo che con il coperchio si ottenga il medesimo effetto. A metà cottura aggiungete l’uvetta precedentemente ammollata in acqua.
Nel frattempo tagliate a pezzi piccoli le acciughe e unitele al cucchiaio di olio rimanente e all’aglio (salsa nel mio caso) in una ciotolina. Mescolate e mettete da parte. Unite questo composto ai finocchi quando questi saranno cotti.
Se usate l’alga nori, tagliatela a striscioline e tostatela passandola sopra il fuoco più piccolo del gas. Noterete che cambia colore e diventa friabile. Sbriciolatela in una ciotola e mettete da parte.
Cuocete la pasta in acqua salata. Scolatela al dente e fatela saltare per qualche minuto nella padella dei finocchi. Servite cospargendo di pan grattato o alga nori, a seconda di cosa avete scelto.



PS: trovo che l’alga nori stia benissimo in questo piatto. Io ne vado matta quindi non faccio testo, però vi assicuro che l’ha apprezzata anche mio padre, di solito piuttosto restio a certe sperimentazioni :-)