lunedì 20 dicembre 2010

Come salvarsi in corner a 5 giorni dal Natale - Sali aromatizzati

Mancano pochissimi giorni a Natale e qualcuno inizia a reclamare a gran voce i biscotti che avevi fatto l’anno scorso in quantità spropositate. Ma tu non hai nessuna voglia di accendere il forno e creare una nuova Pepparkakor Army o di incartare uno ad uno Amaretti Morbidi né di preparare Tartufini al miele o Bon Bon alle Nocciole. Che fare? Nient’altro che lasciarsi conquistare dalla mania dei sali aromatizzati :-) già pronti costano parecchio e pensare che si tratta solo di sale… e voi quale avete scelto per i vostri pensieri gourmet?


Sale alla vaniglia (visto su Foto e Fornelli)
Sale alla vaniglia del Madagascar 
Ingredienti: 100 g di sale marino grosso | 2 baccelli di vaniglia
Preparazione: tagliate a pezzetti la vaniglia e macinatela in un macinino insieme al sale sino ad ottenere la consistenza desiderata. Togliete eventuali residui della buccia di vaniglia. Conservate in un contenitore ermetico e lasciate aromatizzare il sale per un giorno almeno prima dell’utilizzo.Se non possedete un macinino potete mettere il sale (anche fino) in un barattolo insieme ai baccelli di vaniglia e lasciar aromatizzare per almeno una settimana prima dell’uso.
Utilizzo: capesante, pesce, ricette esotiche, frutti di mare, verdura (zucca), dessert e dolci

giovedì 9 dicembre 2010

Contest InventaMela…il perché del vincitore e degli altri finalisti

Finalisti? Si, avete letto bene. Per me i finalisti sono stati tre e fra loro ho scelto il vincitore del contest. Le cose sono andate più o meno così: Stefania mi ha chiesto di essere il giudice (che parolone!) per la sezione secondi e io ho accettato subito. Mi son detta “sarà facilissimo scegliere, i secondi sono una categoria sempre poco gettonata…”, temevo quasi di rimanere un giudice senza ricette e invece mi sono ritrovata una lista piuttosto lunga! Come eleggere il vincitore? Solo leggendo le ricette mi pareva riduttivo… 

Inizio col dirvi che è stata davvero impresa ardua non farsi influenzare dalle foto... ma alla fine ce l'ho fatta. Ho proceduto così: mi sono seduta sul divano con il mio fidanzato e ci siamo letti TUTTE ma dico TUTTE le ricette con grande attenzione. Ho fatto una primissima scrematura togliendo le ricette che proprio non avevano colto il senso del contest (la mela doveva essere protagonista insieme alla carne!) o ricette con ingredienti mal combinati – sempre secondo il mio modestissimo parere - e già così una decina son sparite. Poi ho tolto quelle che proprio a pelle non mi piacevano, quelle poco originali o poco convincenti e ne saranno rimaste 7/8 che avrei davvero voluto assaggiare. Abbiamo poi ristretto il campo a 3 ricette finaliste. Le ho cucinate tutte e tre per il pranzo di domenica 5 tenendomi buono il lunedì 6 per eventuali ricette ritardatarie. Il vincitore è emerso da una democratica votazione dei 4 commensali (me compresa)… 

martedì 7 dicembre 2010

Tortine al miele e rosmarino

Che strano tornare a scrivere sul blog dopo tanto tempo. Tirando le somme sono circa due mesi che latito dalla blogosfera ma non vi nascondo che la cosa mi ha fatto un gran bene. Ogni tanto mi chiedo come facciano alcune foodblogger a gestire lavoro, casa, figli, cani, gatti e mariti. Io devo ancora organizzarmi ma di certo non si può dire che a Milano cucini sul serio ecco. Sono già fortunata ad avere 2 padelle, di cui una acquistata da me, e un asse di legno. A casa a Milano mancano davvero troppi utensili e le padelle che ci sono implorano pietà tanto sono rovinate… in compenso però abbiamo il matterello, la padella forata per le castagne, una splendida teiera in ghisa e un servizio di calici da vino rosso. Manco l’ombra che so di un passaverdure o di un frullatore ad immersione. E poi la mia voglia di cucinare si azzera sapendo che nessuno assaggerà dandomi il suo parere, approvando o bocciando ciò che ho preparato. Mi viene una tristezza infinita.
 
Tortine al miele e rosmarino - Glassa al burro e limone

Però c’è il weekend e quando non lo passo interamente ad uscire per mantenere vivi i miei rapporti sociali, cucino a più non posso come in questi giorni di vacanza (io adoro il ponte di S. Ambrogio!!!!). Frugo nella dispensa e mi accorgo che qualcosa sta per scadere. Questa volta è stato il turno di un vasetto di miele di zagara di limone che ho smaltito in queste f-a-v-o-l-o-s-e tortine su suggerimento di Carolina. La ricetta è tratta da "Ricordi in Cucina" di Tessa Kiros.

martedì 2 novembre 2010

Risotto al melograno e porri

Melograno
 
Si, lo so si dice “melagrana” se ci si riferisce al frutto. Prima che arrivi il pignolo di turno a rompere i maroni io metto le mani avanti :-) Melagrana suona così male e non mi piace, ecco!
Vi anticipo subito che il melograno non mi fa impazzire se mangiato al naturale. Sarà che sono pigra e sgranare i piccoli chicchi che si trovano al suo interno mi scoccia. Questo risotto però mi è piaciuto davvero molto! Qualcuno suggeriva di ridurre il porro ma secondo me così è perfetto. A voi la scelta di aumentare le quantità di succo di melograno se non vi sembra sufficiente. Poi non vorrei dire ma….è il primo risotto che compare su Fiordilatte dopo più di un anno e mezzo di blog ;-)

Risotto al melograno e porri

Ingredienti per 3 persone:
220 g di riso
1 piccolo porro
olio evo
80 ml circa di succo di melograno filtrato*
brodo vegetale q.b.
una manciata di chicchi di melograno
1 tocchetto di burro salato
parmigiano
Preparazione:
  1. spremete i melograni come se fossero arance fino ad ottenere 80 ml di succo circa. Filtratelo in modo da eliminare eventuali residui e mettetelo da parte;
  2. tagliate a rondelle sottili il porro (la parte bianca!) e fatelo appassire in un giro d’olio extravergine d’oliva;
  3. unite il riso e fatelo tostare finché il chicco non risulterà traslucido;
  4. unite a più riprese il brodo vegetale finché non arrivate a metà cottura circa;
  5. unite il succo di melograno e lasciate cuocere terminando la cottura. Se necessario unite altro brodo vegetale per portare a termine la cottura.
  6. spegnete il fuoco e mantecate con burro e parmigiano. Unite infine una manciata di chicchi di melograno e servite.
Prova assaggio? Beh è un risotto particolare e mi ha ricordato molto il risotto al vino rosso per via dell’acidità del melograno. Il porro è fondamentale secondo me per dare un po’ di dolcezza al piatto. La prossima volta proverei ad aggiungere qualche tocchetto di speck! 


PS vi ricordo che è in corso il contest InventaMela di Arabafelice!! 

Contest di Arabafeliceincucina!

lunedì 25 ottobre 2010

Per una settimana almeno…

non parlatemi di cibo! Ebbene si, questi due giorni di Salone del Gusto e fuorisalone sono stati intensi. No tranquilli, non ho nessuna intenzione di ammorbarvi con racconti chilometrici sull’evento ma il silenzio totale dopo due giorni così belli mi pareva insensato. 

Il Salone del Gusto....
Il Salone del Gusto....può dare dipendenza e offuscamento dei sensi :-)


In compagnia di Elisa ed Eva ho…

mangiato (taaaaanto!),

fotografato poco (troppo impegnata a mangiare!), 

camminato a più non posso per 6 ore tra gli stand del Salone,

acquistato il riso Acquerello ammaliata dal modo in cui viene prodotto,

fatto shopping compulsivo da foodblogger,

scoperto nuove birre al Salone e grazie agli amici di @statoliquido,

apprezzato grazie a @tirebuchon la birra lambic che è…buona! E no, non puzza di straccio bagnato.

riabbracciato Sara (ormai ci sto facendo l’abitudine ad incontrarla sempre così per caso),

scoperto grazie ad Angela che i peperoni cruschi fritti sono meglio delle pringles,

assaggiato per la prima volta un aceto balsamico degno di questo nome (grazie @andreabez !),

 pranzato con Bicerin e biscotti il giorno dopo (coraggiosa eh???!),

e tante tante altre cose...

Per un post più dettagliato passate da lei :-) io al solito non riesco ad assere seria!
Ma.....

vi state ancora chiedendo se venire al Salone il prossimo anno??????????? Beh, io posso solo dirvi che non dovreste perdervelo. 

lunedì 18 ottobre 2010

Un lunedì in rosa

Campagna Nastro Rosa contro il cancro al seno. Diagnosi precoce, Cura, Prevenzione. Ecco lo scopo di tale iniziativa. Il post di oggi, insieme a quello di tante altre blogger, vuole invitare le donne a prendersi cura del proprio corpo. 

Vi lascio un tocco di rosa anche io :-)

Zucchero alla rosa
Mermellata more e prugne
Bicchierini cioccolato e ciliegie- Chocolate panna cotta with cherries
Kuzu (kudzu) powder

lunedì 11 ottobre 2010

Cjalsòns 2010 e il contest InventaMela

Cjalsòns


No, sono due cose diverse. I Cjalsons non c’entrano nulla con il contest di cui vi parlerò più sotto. Procediamo con ordine. Qualche tempo fa Rossella del blog Ma che ti sei mangiato? ha invitato numerosi blogger a partecipare alla sua iniziativa sui Cjalsòns, dei ravioli tipici friulani. Si trattava di replicare una delle 3 ricette da lei proposte e tratte da “Vecchia e nuova Cucina di Carnia“ di Gianni Cosetti (disponibile qui
http://www.transalpina.it/ ) oppure una delle 3 concesse in esclusiva dalla figlia Anna Cosetti. Per saperne di più sul cuoco stellato Gianni Cosetti vi invito a leggere questo post. Non si vince nulla e non ci sono sponsor ma si tratta di un’iniziativa con cui Rossella ha voluto far conoscere il Friuli e il cuoco Cosetti e alla quale abbiamo aderito in molti spinti dalla curiosità di preparare un piatto nuovo :-)
Io ho scelto la ricetta dei Cjalsòns rustìcs che non ho modificato. Ho voluto infatti testarla così com’è per poi eventualmente procedere a delle modifiche o migliorie. Trovate i miei commenti in corsivo.

Cjalsòns

lunedì 27 settembre 2010

Taste of Milano – come sprecare 50 euro

Molto probabilmente quel che leggerete più sotto sarà l’ennesima critica al tanto atteso evento milanese ma sono rimasta così delusa che vorrei spiegarvi come come è andata la serata. L’idea in sé era carina ed è proprio per questo che già a luglio io e Manuela di FiOrdivanilla avevamo deciso di parteciparvi con grande entusiasmo. Anzi, molto probabilmente è stato questo entusiasmo a farci perdere il lume della ragione e farci credere di poter davvero trarre soddisfazione dagli assaggi dei piatti proposti in tale contesto. Noi abbiamo partecipato alla serata di giovedì 23 settembre. Cosa è andato storto? Tante, troppe cose a nostro parere.

Taste of Milano - 23 settembre 2010
Foto by Agata Guarnieri - la mia stoica collega che ho trascinato al Taste

Ecco, quello che da qui in poi leggerete, evidenziato in grigio, è il sunto della serata di giovedì 23 settembre, dei pensieri e delle idee avute, pensate e schematizzate sotto forma di punti e infine riordinate e scritte da me e da Manuela.
 
Parliamo seriamente. La qualità dell’evento non ci ha entusiasmate, ma questo sarebbe stato il minimo se solo il cibo – almeno quello, soprattutto quello – fosse stato all’altezza di tanta ostentata qualità. La qualità del cibo stesso infatti, nella maggior parte dei casi, non è stata particolarmente esaltante.
Molti (troppi) altri nei li abbiamo trovati nella (dis)organizzazione in generale:
  1. l’affluenza di così tante persone ha reso davvero snervante l’attesa, attesa che sarebbe potuta essere ripagata dal piatto, dall’assaggio, da qualche inatteso intrattenimento, qualche degustazione inaspettata da un qualche addetto... ma nulla di tutto ciò. Solo lunghissime code per ritrovarsi a spiluccare dal proprio piattino di carta senza neppure un posticino dove andare a sedersi, né un banco dove appoggiarsi col piattino. Se poi ci si ritrova anche con un coltello di plastica in mano (è successo, ahimè), è legittimo chiedersi a cosa serva, dato che quasi non si riusciva nemmeno ad usare la forchetta… o no?
  2. Finito di mangiare il nostro minimicroassaggino (più superlativo di così…) iniziamo a cercare un cestino com’è normale che sia (a meno che siate collazionatori di barchette japan style, piattini piani e fondi e ciotoline cartonate), ma o sono pieni oppure nascosti e non si trovano. Pensavamo di inventare un nuovo gioco lì per lì, su due piedi; non la caccia al tesoro, quella al cestino.
  3. Vi auguriamo di non dover andare al bagno… altro che caccia al cestino. Vi conviene andare a caccia di un buon cespuglio.
  4. Alle ore 22 (un’ora e mezza prima della fine della serata) qualche ristorante aveva già terminato alcuni assaggi, contando che per ognuno dei ristoranti le scelte disponibili erano tra 3 (TRE) degustazioni. Ecco, paghiamo 22 euro d’ingresso per sentirci dire “l’attesa è inutile, quel piatto è terminato” e, nel peggiore, saperlo solo una volta arrivati alla cassa, ovvero dopo 20-30 minuti reali di coda? Eh no.
Complessivamente non abbiamo trovato nulla di così eccezionale, ma crediamo che quest’opinione sia collegata a tutti i disagi di cui sopra. In particolare, abbiamo avuto modo di riflettere su una cosa: un servizio gastronomico di un certo livello (o che si presenta come tale), che si propone di offrire raffinate(?) degustazioni in piattini di plastica o cartonati, interferisce già in partenza con ogni possibile estasi dei sensi. È vero che, sia per economicità, sia per praticità, un Temporary Store situato in un grande parco e per un pubblico assai vasto, non può organizzarsi molto diversamente (offrire di meglio forse sì), ma ciò non toglie che “mangiare in piedi” in piattini o ciotoline di plastica è tutto meno che “un lusso” e che lo si voglia o no, questo contribuisce psicologicamente ad un giudizio negativo del cibo stesso.
Delle porzioni non ci lamentiamo perché sapevamo sarebbero state minime, degli assaggi proprio, dei taste appunto. È tutto il resto che non ha funzionato.


Vorrei ancora aggiungere qualche nota sui piatti assaggiati.
Il piatto migliore? Sicuramente il Polipo arrosto con crema di patate tartufate e insalatina di germogli e limone dello chef Matteo Torretta del Ristorante Savini. Questo piatto, il primo che abbiamo preso prima che l'orda degli Unni Milanesi affamati arrivasse, è l'unico che ci ha emozionato un po'. TRa l'altro c'è anche la ricetta sul libricino del Taste che fornivano all'ingresso.

Il piatto più deludente? Senza dubbio la Crema di riso alla zafferano con cioccolato al riso croccante di Cracco. Una banalissima (o sono io che non ne ho capito il senso?) crema liquida con qualche chicco di riso soffiato qua e là.


La parte entusiasmante del Taste? Beh la compagnia di chi era con me, l'abbraccio di Babs, le chiacchiere e le risate, la tolleranza infinita della mia collega Agata. Insomma il lato umano è stato meraviglioso. Cey ha riassunto, come suo solito, nel migliore dei modi quello che voglio dire. Leggete il punto "la compagnia" del suo resoconto e capirete. Ma questa parte è merito solo delle persone :-) 
 

E il vostro Taste come è stato?

venerdì 3 settembre 2010

zafferano + croccante di sesamo = paradiso

Circa due mesi fa ho preso un gelato alla Gelateria Riva Reno e mi sono follemente innamorata di uno dei gusti da loro proposti, Zafferano al sesamo, che prevedeva una crema di zafferano con sesamo tostato e caramellato. La prima cosa che ho pensato dopo aver spazzolato la mia coppetta (era piccola!lo giuro!) è stata: “Da rifare!”. Ora però non sono più tanto in vena di gelati ma la fissazione per il binomio zafferano-sesamo mi è rimasta. Ho così virato su un dessert al cucchiaio semplicissimo riprendendo la base della cheesecake al limone di qualche settimana fa. Desideravo così tanto riprodurre l’abbinamento che ho perfino vinto la mia paura per il caramello! Ahimè però mi sono dovuta accontentare dello zafferano in polvere, non oso immaginare che goduria debba venir fuori con un prodotto di maggiore qualità!  
Il risultato? Un crema che sembra mousse, morbida e setosa, né troppo dolce né dal sapore invadente. Insomma, provatela!  

Mousse allo zafferano e croccante di sesamo nero

mercoledì 1 settembre 2010

Un biscotto? Speziato con melassa e mandorle

Biscotti speziati alla melassa e mandorle

  
Va bene, non è proprio stagione di biscotti alle spezie e me ne rendo conto :-) però nel weekend le temperature si sono abbassate e a me è improvvisamente venuta voglia di accendere il forno. Ho finalmente replicato una ricetta del famoso Libro d’oro dei biscotti che giaceva nella mia libreria intonso da mesi. E’ principalmente colpa sua se ho ceduto all’acquisto di tale libro che mi ha definitivamente conquistata con la ricetta dei biscottini alla lavanda. Sempre tratti dallo stesso volume trovate anche i biscotti limone e mandorle e quelli glassati all’arancia. Sembra essere un libro davvero valido in quanto non ho ancora letto lamentele o ricette non riuscite in giro per la rete a differenza di tanti altri volumi e riviste.
La ricetta che ho scelto io è quella dei Biscotti allo zenzero e melassa (pag. 68) ai quali ho aggiunto un po’ di cannella e mandorle tritate. Ottimi!
Biscotti speziati alla melassa e mandorle


giovedì 26 agosto 2010

Pesche ripiene alla piemontese

Oggi ricetta super facile della tradizione piemontese. Non c’è mai stato una pranzo o una cena a casa di mia nonna senza le sue famose pesche ripiene. Le faceva sia d’estate con le pesche fresche sia d’inverno utilizzando le pesche sciroppate. Preparava si e no due dolci in tutto, le pesche e il tiramisù, ma devo ammettere che non aveva rivali in queste due preparazioni. Parlo al passato perché ormai non ce la fa più a cucinare e da tempo non ci prepara più le pesche che però sono rimaste un ricordo piuttosto persistente. Nella mia mente questo dolce sarà sempre legato a lei, a nonna Giulia. 
A differenza della ricetta tradizionale che prevede il tuorlo d’uovo come legante mia nonna usava o un po’ di polpa di pesca o il liquido dolce delle pesche sciroppate. A voi la scelta se unire anche un tuorlo d’uovo.
 
Pesche ripiene alla piemontese

Ingredienti per 6 persone:
3 pesche a pasta gialla 
una decina di amaretti
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
2 cucchiai di amaretto di Saronno
zucchero a piacere

Preparazione: 
  1. Lavate le pesche e dividetele a metà senza sbucciarle. Estraete il nocciolo e scavatele un po’ aiutandovi con un cucchiaino o con un coltello. Mettete da parte la polpa di pesca avanzata e schiacciatela con una forchetta. 
  2. Sbriciolate gli amaretti (metteteli in un sacchetto e usate il matterello) e amalgamateli con la polpa avanzata, il liquore, il cacao e zucchero a piacere. Io ad esempio non ho aggiunto zucchero perché le pesche erano davvero dolci e volevo si sentisse il contrasto. 
  3. Adagiate le pesche in una pirofila e riempite le cavità con il composto ottenuto. Infornate a 180° C per almeno 30 minuti (dipende un po’ da quanto sono mature le vostre pesche) finché non si formerà una leggera crosticina. Lasciate raffreddare e servite.

mercoledì 18 agosto 2010

Brisè al basilico e sardine Angelo Parodi = torta salata

Finalmente riesco a partecipare anche io al contest indetto da Sonia del blog Nel paese delle stoviglie in collaborazione con Angelo Parodi. Credo di aver impiegato almeno due settimane a decidermi…poi ho visto i prodotti Parodi al supermercato e senza pensarci due volte ho messo nel carrello sardine e sgombro sott’olio. 

 
Non avendo mai utilizzato questo genere di prodotti (da bravi piemontesi siamo più tipi da acciughe sotto sale) mi sono ritrovata un po’ spiazzata. Come abbinarli? Ho dovuto googlare un bel po’ per chiarirmi le idee. Appena ho aperto la scatoletta di sardine ho subito capito che il loro sapore deciso sarebbe stato predominante in qualsiasi preparazione ed è per questo che ho scelto di abbondare con basilico e aglio. L’abbinamento mi è piaciuto molto e al solito le mie cavie hanno finito tutto..segno che la ricetta ha superato l’esame :-)  

Brisè al basilico e sardine Angelo Parodi

La brisè al basilico mi frullava in testa già da tempo ma non avevo più avuto l’occasione di preparare delle torte salate. Trovo che il basilico compensi molto bene il burro rendendo la pasta meno pensante al palato. So che può sembrare ridondante l’uso del basilico sia nella pasta sia nel ripieno ma vi assicuro che è fondamentale per bilanciare l’irruenza delle sardine sott’olio. La patata e lo zucchino servono da “base” e volendo potete utilizzare unicamente delle patate. 

Brisè al basilico e sardine Angelo Parodi



sabato 14 agosto 2010

Cheesecake fredda al limone #2 remake allo yogurt

La ricetta della cheesecake fredda al limone è ormai il tormentone estivo di casa Fiordilatte. Ci credete se vi dico che l’abbiamo preparata per tre weekend di fila??? La prima volta sono rimasta fedele alla panna, la seconda l’ho sostituita con lo yogurt e alla terza, ieri in occasione di una cena, mia madre ha perfezionato le dosi di quest’ultimo. Le ho spiegato come consultare il mio blog e le ricette pensando che tanto non l’avrebbe mai fatto. Invece si è lanciata e tra i miei “appunti di cucina” e gli appunti cartacei (leggasi foglietti volanti lasciati qua e là) ha trovato l’aurea proporzione tra yogurt e ricotta. Speriamo che questa vena creativa duri a lungo. Cucinare in due e confrontarsi mi dà decisamente maggiori soddisfazioni.
Vi lascio quindi le sue dosi “perfette” :-) Inoltre, per alleggerire ulteriormente il dolce abbiamo evitato il burro fuso nella base e abbiamo inumidito i biscotti con del semplice limoncello. Avendo scelto di usare dei bicchierini monoporzione il burro diventa superfluo...anzi temevamo che la base risultasse fin troppo compatta e non la si riuscisse a "raccogliere" agevolmente con il cucchiaino. Senza burro è perfetta per i bicchierini!
 
Cheesecake fredda al limone e gelatina di more #2


lunedì 9 agosto 2010

Arrosto in salsa di olive verdi, pinoli e acciughe

Questa settimana appena trascorsa è volata come niente fosse tra lavoro, “cucinamenti” in tandem con mia madre ed una gita in montagna nel weekend. Ormai sono tutti in vacanza. Amici e bloggers preparano le valigie per andare a godersi il meritato riposo (Arrrrrrgh!io sarò a Milano per TUTTO il mese di agosto…tristezza immensa!). Va beh, guardiamo il lato positivo: non è rimasto più nessuno ma in compenso avrò taaaanto tempo libero da spendere in cucina quando torno a casa. Per di più anche le mie coinquiline andranno in vacanza…una pacchia insomma!  

Arrosto in salsa di olive verdi, pinoli e acciughe
Venerdì scorso, arrivata a casa, mia madre mi ha proposto di cucinare insieme l’arrosto… Detto, fatto! Non si sa perché ma questa settimana si è lanciata nella sperimentazione di diverse ricette tratte dal numero di agosto di Sale&Pepe. Anche l’arrosto che vi propongo oggi viene da lì. Non è da lei eh cucinare così tanto e tutti piatti nuovi, ma io son contenta :-)  Come dico sempre a Sara, faccio davvero fatica a cucinare la carne. Non ne vado matta in generale ma alcune tipologie, come l’arrosto, mi piacciono molto. Il problema di fondo è che non mi sento ispirata come lo sono per i dolci. In genere dietro ad un piatto di carne o pesce c’è sempre l’input di mia madre come in questo caso :-) Diciamo che pian piano, sotto la supervisione di mamma ♥, sto imparando a gestire questo taglio di carne…non che sia particolarmente difficile eh!      
 

lunedì 2 agosto 2010

Cheesecake fredda al limone con gelatina di more

Cheesecake fredda al limone e gelatina di more



Eh si questa volta ho dovuto cedere alla colla di pesce! Per questo genere di preparazioni fredde non vedo alternative perché l'agar e il kuzu richiedono la bollitura del composto. Ho un rapporto davvero conflittuale con questo ingrediente: non sono vegetariana eh, ma mi fa senso l'idea di abbinare ad un dolce la gelatina che è alla fine dei conti un grasso ingrediente non ben identificato ricavato da scarti di macellazione. Quindi l'unica soluzione è non pensarci :-) e voi? Siete del partito delle alghe (es. agar) o del partito della colla?? Io preferisco il primo ma come in questo caso ogni tanto chiudo un occhio. 

La ricetta orginale viene dal blog Dulcis in furno di Tania, una garanzia insomma! Io mi sono limitata ad aggiungere 100 g di ricotta perché volevo finirla e di conseguenza ad aumentare un briciolo la colla di pesce. Ho anche accentuato il sapore di limone ricorrendo all'olio essenziale commestibile. Se vi interessa io uso questo. Ho poi scelto di coprirla con una sorta di gelatina molto morbida di more. Per la gelatina di more potete invece usare l'agar perché ovviamente non patisce se la fate bollire.


Cheesecake fredda al limone e gelatina di more



lunedì 26 luglio 2010

Mermellata di prugne ramasin

Prugne ramasin

Finalmente eccomi qui a postare! Alla fine era più di un mese che non cucinavo né fotografavo nulla e devo
ammettere che mi è mancato parecchio. Venerdì scorso sono tornata da Milano e arrivata a casa cosa trovo??? Una gran quantità di prugne ramasin. Non so come si chiamino esattamente in italiano ma immagino che molti di voi le conoscano...sono piccole come un'oliva e dolcissime! Infatti ho preparato la marmellata con una quantità davvero minima di zucchero :-) Ho di nuovo scelto il microonde perché è davvero troppo comodo e pratico…ve la ricordate la marmellata di ciliegie di qualche tempo fa vero? Ha conquistato anche mia madre che in genere è diffidente!

mercoledì 14 luglio 2010

Fiordilatte va in città!

So perfettamente che questo non è un blog personale - è un diario di ricette e sperimentazioni - ma è anche vero che dietro ad ogni post ci sono prima di tutto io. Beh questo post è per dirvi che molto probabilmente il blog subirà qualche rallentamento nei prossimi mesi ma farò del mio meglio per tenere il passo :-) Di sicuro non riuscirò più a scrivere 7/8 post al mese ma un paio si ;-)

Dopo l’ansia-da-ricerca-lavoro di qualche tempo fa, ho finalmente iniziato lunedì uno stage a Milano. Mi sono “trasferita” nel senso che ho preso una stanza e divido casa con altre due ragazze e rimarrò qui per sei mesi tornando a casa nel weekend. La prima cosa che ho pensato quando me l’hanno comunicato è stata “oddio devo andare a Milano…Milano = foodblogger milanesi!!”. Sono sicura che sarà l’occasione per conoscere molte persone dal vivo oltre che per imparare cose utili per il mio futuro lavorativo. 

Tornerò a casa tutti i weekend, a meno di impegni mondani :D, questo è vero però non so quanto tempo avrò da dedicare al blog. Mi sto facendo un po’ di domande… 
Riuscirò a sperimentare anche in settimana? 
Avrò voglia di cucinare arrivata a casa la sera? Per questi primi giorni è un NO secco! Troppo caldo! 
Dovrò inaugurare la rubrica “appunti di cucina di una stagista” :-)?

Vorrei poi anche scusarmi con tutti coloro che in questo periodo hanno organizzato o stanno organizzando contest. Farò del mio meglio per partecipare ma se non dovesse accadere sapete il perché!
Mal che vada rimarrò un’attiva lettrice e commentatrice di blog altrui finché non avrò trovato il mio ritmo :-)


Intanto voi fatemi un grosso in bocca al lupo!

lunedì 5 luglio 2010

Marmellata di ribes e…

Ribes

 La scorsa settimana mi sono accorta che nell’orto le mie piante di ribes erano cariche di frutti (rossi, neri e bianchi!). Per quanto mio padre si ostini a dire “io lo mangio, mi piace!” la triste realtà è che sto ribes nessuno se lo fila perché tendenzialmente troppo acidulo da mangiare nature. C’è giusto la mia cuginetta unenne Gaia che gli presta attenzione: ha scoperto che le piace infilare la manina nella rete e afferrare i piccoli frutti. Strano vero che le piaccia così tanto? 

Quest’anno mi sono finalmente decisa e ho provato la marmellata! Ne ho preparata una quantità davvero minima…quanto basta per gustarla un paio di volte ecco. Vorrei riuscire a trovare dei barattoli per marmellate davvero piccoli, avete presente quelli che trovate nei kit degustazione oppure in albergo? Ecco qualcosa del genere. La Bormioli li fa troppo grossi e visto che la marmellata piace più che altro a me… mi servono dei barattoli da single! Idee?
 

lunedì 28 giugno 2010

Gelato al latte condensato + caffè nero bollente

Metto subito le mani avanti. La ricetta di oggi non solo è facilissima, a livelli estremi direi, ma è anche terribilmente poco fotogenica e rientra a pieno titolo fra quelle cose da fare “solo quando si è soli”. Nel senso che non offrirei mai ai miei ospiti una pallina di gelato annegata in una doppia dose di caffè. Eh no. Però a me questo duo piace da impazzire sin da quando sono piccina (quasi quasi capisco perché ho avuto un trascorso da caffeinomane senza speranze…ora però ne sono fuori :P). Servono soltanto il vostro gelato preferito e una moka per 2. Adoro la schiumetta che si forma! 

Caffè nero bollente + gelato al latte condensato

 In questo caso però, come faccio ormai da tempo, il gelato me lo faccio io. Ho provato questa volta ad evitare la panna sostituendola con il latte condensato. Ovviamente non è stato necessario aggiungere zucchero perché il mio latte condensato era dolcissimo (esiste anche non zuccherato?). 
Per evitare la formazione dei cristalli di ghiaccio e il formarsi di un blocco immangiabile dopo la permanenza in freezer si rende necessario l’uso di un addensante (uovo, agar, farina di semi di carrube). La farina di semi di carrube è semplicemente strepitosa! L’ho usata per questo gelato ma anche per un sorbetto alla fragola… entrambi morbidi anche dopo molto tempo in freezer! Se la trovate e avete intenzione di produrre gelati compratela assolutamente. Risulta più comoda dell’agar perché non ha bisogno di bollitura o di particolari cure, va solo aggiunta al composto per il gelato.

giovedì 24 giugno 2010

Dado sì, dado no?

Pomodorino

AAA cercasi voglia di cucinare disperatamente. Non ho voglia di fare niente in cucina, che dite sarà grave? Io inizio a preoccuparmi nèh. Però in un piccolo impeto di zelo sono finalmente riuscita a prepararmi anche quest’anno la scorta di dado vegetale. Eddai non fate quella faccia, quanto è comodo avere un concentrato di verdure lì a portata di mano per insaporire piatti, preparare brodini o risotti al volo??? Qui a casa ormai non possiamo farne a meno! Facile da preparare e si conserva per mesi in freezer!  

Cercando su Google “dado vegetale” dovreste trovarne parecchie versioni (insomma non è una novità ecco) ma potete sbizzarrirvi con le erbe aromatiche che più vi piacciono. Io oggi vi presento il mio :-) Peccato leggere solo ora della possibile aggiunta di miso altrimenti avrei provato anche così! Se possedete il bimby non dovete preoccuparvi di eliminare le parti troppo dure o filamentose delle verdure (es. sedano) se lo fate a mano è meglio farlo.
 

Dado vegetale homemade

lunedì 14 giugno 2010

Di afa, svogliatezza e contest dietro l’angolo

Non ho voglia né di cucinare né di fotografare ma sono felice di leggere qua e là per i blog che non sono l’unica. Complice il caldo, gli impegni e il ritorno del solito qualcuno ♥ dalla Svizzera (siiiiiii! torna anche il prossimo weekend!!) non ho tempo da dedicare al blog. Va beh, ma con tutte le ricette che vi ho proposto nelle ultime due settimane mi perdonate, vero? Cliccate sulle immagini per accedere al relativo post ;-) Oggi si fa un ripasso! 

 
 



In compenso sto iniziando a pensare alle ricette con cui partecipare ai vari contest estivi. Ce ne sono di interessanti e ve li segnalo qui di seguito:


Quell’ingrediente di troppo – Carolina & Chiara – scadenza 17 giugno 16 luglio

La festa del Cavolo – Sigrid – scadenza 30 giugno

Ricette per la felicità – Juls in collaborazione con Macchine Alimentari – scadenza 11 luglio

Fuoco alle griglie – Genny in collaborazione con Weber- scadenza 24 luglio

e infine il giveaway di DEleciouSly con scadenza 3 agosto  

che aspettate??? su su spremete le meningi! :-)

Buon inizio settimana a tutti!

lunedì 7 giugno 2010

Marmellata di ciliegie in due versioni: microonde vs agar agar

Siete fra coloro che odiano il microonde perché avete sempre bruciato tutto o perché il sapore dei cibi cotti lì dentro non vi piace? Bene, oggi forse potreste rivalutarlo. Partendo da 600 g di ciliegie intere ho realizzato due versioni di marmellata: una al microonde e una con l’agar agar. In particolar modo nel primo caso le differenze con il metodo tradizionale non si notano :-)
Per quanto riguarda la versione al microonde, in rete trovate diverse indicazioni: io mi sono affidata al libro Microonde minuto per minuto di Annalisa Strada ed. Gribaudo che mi sta dando parecchie soddisfazioni. L’ho pagato pochissimo ed è davvero valido perché propone le ricette specificando la potenza, cosa che molti altri libri non fanno. Per me “alla massima potenza” non vuol dire nulla!!!! Massima potenza di un forno da 700, 900 o 1000 W? I tempi di cottura possono aumentare se il vostro forno è di grandi dimensioni. Vi posso dire che il mio è da 30 litri…se il vostro è più piccolo riducete magari i tempi di cottura per poi aumentarli se necessario.
Per la versione all’agar invece l’idea me l’ha data lei. L’agar vi permette di ridurre notevolmente lo zucchero e di ottenere ugualmente una marmellata soda con tempi di cottura più brevi.
 

Marmellata di ciliegie con agar agar

Per entrambe le marmellate io ho usato poco zucchero perché le ciliegie di mia zia erano davvero dolci e poi perché l’ho usata subito senza pormi problemi di conservazione. Ho usato entrambe le marmellate per un dolce da forno: quella al microonde è finita in una crostata (ricetta della mamma ♥ più sotto ↓) mentre quella con agar per delle mini crostatine finite nella mia pancia prima che potessi fotografarle! Se decidete di far scorta per l’inverno dovrete usare una quantità di zucchero maggiore.

Quale ho preferito? Da mangiare così sono buone entrambe mentre alla prova cottura mi è piaciuta di più quella al microonde. Quella all’agar ha rilasciato troppa acqua e ha inumidito la pasta. Forse cuocendola di più si può ovviare al problema ;-)
  

venerdì 4 giugno 2010

Cosa farne di feta, quinoa e latte di mandorle? Un menù!

Feta marinata, vellutata di asparagi e quinoa e dulce de leche di latte di mandorle   
Il solo pensiero di feta, quinoa e latte di mandorle insieme non è molto invitante vero? Tranquilli, oggi vi propongo 3 ricette in 1 post per far prima :-) Visto che non sono ricette difficili e da spiegare c’è proprio poco ho pensato fosse carino metterle insieme! Sto cucinando e sperimentando davvero molto in questo orribile periodo d’attesa (uff uff uff, rendo l’idea?) in cerca di un lavoro e quindi mi ritrovo con un surplus di ricette. Tutti mi dicono che devo cercare di godermi queste giornate perché poi inizierò a lamentarmi di non aver più tempo per me stessa. Devo solo avere pazienza. Purtroppo sono impaziente per natura. Quindi come fare per stemperare la tensione? Cucinando ovviamente! Ho messo in atto il progetto “svuota dispensa e frigo”: pian piano voglio far fuori un po’ di cose che giacciono lì da troppo tempo. Questa volta è toccato ad un rimasuglio di quinoa, che mangiata così non mi piace neanche un po’ ma è un ottimo addensante nelle vellutate/minestre, a un litro di latte di mandorla e a un pezzo di feta che nessuno voleva mangiare così nature.
Qualcuno mi ha poi fatto venire in mente che questo tris di oggi potrebbe benissimo adattarsi all’iniziativa di Rossa di Sera! Non credo che costi più di 15 euro ecco :-) però perdonatemi, non ho voglia di fare i conti (nel mio caso è vergognoso lo so ahahah) e non mi ricordo esattamente i prezzi di alcuni alimenti. 

lunedì 31 maggio 2010

Mini Cake alle ciliegie e cacao e un giro nelle Langhe

Dogliani (CN) - Dettagli
Dogliani (CN)

Domenica ho passato una meravigliosa giornata in giro per le Langhe e sono anche riuscita a salutare al pelo una foodblogger a me molto cara :-) Credo che a breve uscirà anche il suo post sul weekend langhese, stay tuned! Sempre parlando di Langhe, ho come l'impressione che anche lei ci sfornerà dei post golosi e ricchi di spunti sulla zona.   
Dicevo, l’idea iniziale era di passare la mattinata all’Antica Fiera della Ciliegia di Dogliani (CN), pranzare e tornare a casa. Ci aspettavamo infatti una fiera degna di essere chiamata tale…mi aspettavo tante ciliegie, cibo, degustazioni a go go. Invece l’atmosfera era piuttosto sottotono e l’abbigliamento la faceva da padrone. Per fortuna ci siamo imbattuti in un punto vendita del Caseificio Cooperativo Valle Josina e abbiamo fatto scorta di formaggi! Dopo un breve giro nel centro storico e la salita al castello, dove c’era la parte più carina e caratteristica, e dopo una sosta per pranzo abbiamo deciso di fare un giretto nei luoghi della famiglia di mio padre. Ci siamo diretti a Monforte d’Alba, il paese di mio nonno dove è nato anche mio padre, e poi a Novello, il paese di mia nonna. Son due paesini sul cucuzzolo di due colline vicine… e pensare che mio nonno da giovane si faceva la strada a piedi per andare a trovare la sua fidanzata aka mia nonna :-)!! Inutile dirvi che sono posti meravigliosi, raccolti, silenziosi e romantici...ideali per una gita in moto!


venerdì 28 maggio 2010

Torta salata agli asparagi, robiola di Cocconato e menta

Se le precedenti torte salate ve le ho presentate più per il guscio che per il ripieno, per quella di oggi vale il contrario. Il guscio sceglietelo voi: pasta sfoglia classica, finta sfoglia, pasta al vino, pasta alla birra! So che molti di voi leggendo “robiola di Cocconato” sbufferanno per la seconda volta dopo i muffin ma che ci posso fare?? Ormai è un ingrediente che uso spesso e magari a furia di sentirla, quando ve la troverete davanti, non esiterete ad acquistarla! E poi qualche foodblogger piemontese c’è no? A loro forse il mio post interesserà di più. Per oggi vi autorizzo a snobbarmi :-) oppure a pensare ad un formaggio simile. Potreste usare dello stracchino sodo! 

Torta salata agli asparagi, robiola di Cocconato e menta

L’idea in più (si, per me lo è perché non ci avevo mai pensato!) della torta di oggi consiste nel frullare una parte di asparagi lessati insieme al formaggio e le uova invece di unire la verdura a dadini come faccio di solito. Mentre c’ero, in linea con i profumi delle trenette asparagi e menta che tanto mi stanno a cuore, ho unito anche qualche fogliolina di menta. Ci credete se vi dico che ce la siamo spazzolata in un giorno????

martedì 25 maggio 2010

Perle d’agar

Dai, ditemi cosa sembrano queste palline gelatinose che vedete in foto??? Colore a parte, non sembrano uova di pesce? Era così tanto tempo che desideravo provarle che vederle formarsi mi ha quasi emozionato. Ne ho parlato più volte su facebook con Manuela ed è da gennaio che le dico “le preparo eh, appena ho tempo lo faccio” ma sono passati mesi. Inizialmente credevo che per creare questo finto caviale fosse necessario l’alginato di sodio ma Manu tempo fa mi linka questi due video. La differenza fra queste perle e quelle preparate con l’alginato di sodio e il cloruro di calcio sta nella consistenza: le prime sono gelatinose ma piuttosto sode, come dice il libro “friabili”, le seconde sono sfere contenenti un liquido. Per ulteriori informazioni sulla sferificazione tramite l’alginato, inventata da Ferran Adrià, vi rimando qui. La ricetta che vi presento oggi è tratta dal Manuale di Cucina Molecolare di A. Cazor e C. Liénard ed. Bibliotheca Culinaria. 

Perle d'agar / Finto caviale

venerdì 21 maggio 2010

Petali di rosa brinati e zucchero alla rosa

Petali di rosa    
A cosa servono i petali di rosa brinati o lo zucchero viola? Beh, a niente ma son taaaanto bellini :-) quindi oggi post super frivolo!!! Lunedì sono riuscita a procurarmi della gomma arabica senza sapere bene a cosa mi sarebbe servita. Ricordavo solo che un’amica mi aveva detto che lei la usa per evitare che i semi di sesamo si stacchino quando fa il pane. Poi mercoledì compro La Cucina del Corriere della Sera e non trovo un’applicazione per la gomma???? Mi è sembrato un segno e sono subito corsa in giardino a staccare due rose. In realtà l’idea di usare dell’acqua mischiata alla gomma arabica piuttosto che l’albume per brinare fiori e frutta non è poi così geniale o innovativa…guardate qui, già nel 2006 Marble proponeva la stessa cosa! Anzi devo dire che la spiegazione trovata sul forum è decisamente più esaustiva e chiara di quella del giornale. Ve le riporto entrambe per completezza spiegandovi anche quali sono stati i problemi che ho riscontrato con la procedura proposta dal giornale e come li ho risolti. Ah, prima che me lo chiediate, la gomma arabica la trovate in erboristeria o nelle drogherie/spezierie più fornite. 
  
Petali di rosa brinati

martedì 18 maggio 2010

Carciofi alla Cavour rivisitati – Kraft Cooking Session 2010

Venerdì scorso ho partecipato alla Kraft Cooking Session e non ho quasi scattato foto perché ero troppo presa dall’evento…ma pensate davvero di cavarvela così?? Eh no cari miei lettori. Per fortuna di fotografe ce n’erano tante e qualche scatto l’ho preso in prestito :-) Cos’è questa cooking session? Beh, si è trattato di un pomeriggio in cucina sotto la guida di Sandra – Un tocco di zenzero e sponsorizzato dall’azienda Kraft con protagonista assoluto le Sottilette Le cremose. Risparmiamoci eventuali polemiche sullo sponsor: io ammetto di aver ceduto perché la proposta era troppo allettante e a breve capirete perché. Tengo davvero a sottolineare che non è stato richiesto nessun post pubblicitario da parte nostra…se lo sto scrivendo è semplicemente per avere un ricordo di una giornata stupenda!   

Ecco gli altri partecipanti di quest’anno:
Sara – Fior di frolla
Barbara – Chez Babs - post #1 e #2 
Nadia – Mamma che buono!
Laura – Io così come sono
Lory – La mercante di spezie
Elga – Semi di papavero
Daniela – Senza panna
Francesca – Dolci e non solo
Elena – La cucina di Adina
Valentina – La cuoca pasticciona

 
Milano

mercoledì 12 maggio 2010

Workshop Caffarel – finalmente le foto!

Workshop Caffarel

Dico finalmente perché le mie compari di avventura sono state decisamente più celeri di me nello scrivere i post. Quindi non mi dilungherò più di tanto così non sto a tediarvi ulteriormente. La giornata  a Milano è stata così divertente che non posso però non parlarne sul blog! Ecco cosa è stato per me il workshop conclusivo dell’iniziativa Decora la tua pasqua con Caffarel:

venerdì 7 maggio 2010

Muffin alla robiola di Cocconato, cipolla e paprika

Dopo avervi nauseato con Losanna #1 #2 e #3 finalmente una ricetta!!!! In realtà dovrei andare a dormire in modo da essere bella riposata per il workshop Caffarel di domani ma non resisto. Troppa voglia di scrivere  un post serio. Era troppo tempo ormai che non mettevo le mani nella farina e non accendevo il forno. Questi ultimi giorni così piovosi e autunnali – “Loretta Goggi quest'anno è stata presa troppo sul serio. Un po' di fretta ora ce l'avremmo, eh.” cit. miparevastrano - mi sono sembrati una perfetta occasione :-) 

Ho scelto di riprodurre una ricetta di Sandra addirittura per la seconda volta. Nella prima versione (foto2) avevo seguito quasi alla lettera la ricetta usando della paprika piccante mentre questa volta (foto1) ho optato per la paprika dolce, delle cipolle rosse invece dell’erba cipollina e del burro salato Fiandino, di cui vi avevo già parlato qui, invece dell’olio. Con il burro otterrete dei muffin molto più morbidi ahimé per il vostro colesterolo. Vabbé ma ogni tanto uno strappo si può fare no? 

Per quanto riguarda l’ingrediente Robiola di Cocconato beh posso solo dirvi che è uno dei formaggi morbidi più buoni che io abbia mai mangiato. Ne vado letteralmente pazza ma non so dirvi se è commercializzata al di fuori del Piemonte. Se vi capita sottomano compratela senza esitazioni!  


Muffin alla robiola di Cocconato, cipolle e paprika
  

domenica 2 maggio 2010

Shopping - Losanna #3

Va bene mi arrendo subito. Ammetto di aver fatto shopping selvaggio, liberatorio e, si, forse anche un po' compulsivo qui a Losanna. In genere quando vado in vacanza devo fare attenzione a non comprare troppe cose perché o non ho abbastanza spazio o il bagaglio poi pesa troppo. Questa volta ahimé ho la scusa che tanto quel qualcuno a cui son venuta a far visita fra qualche settimana verrà a casa per il weekend...con la sua auto. Capite?? Avrei potuto riempire il bagagliaio volendo! Forse per la mia carta di credito è un bene che la vacanza sia ormai finita :-) Come vi avevo promesso vi lascio qualche indirizzo utile. 


Ladurée - Losanna