Non è la prima volta che nel blog vi parlo di ricette sperimentali o di primi tentativi. Ormai chi mi segue sa che mi piace “pasticciare” nel vero senso del termine. A volte queste ricette diventano ufficiali in casa Fiordilatte, altre volte cadono nel dimenticatoio a favore della versione commerciale, altre volte ancora non arrivano nemmeno sul blog (in quest’ultimo caso ho dovuto abbandonare la sua realizzazione perché sono sprovvista – per ora – di impastatrice e qui il gancio è d’obbligo). Anche la ricetta di oggi finisce per così dire sotto l’etichetta “Esperimenti&Tentativi” anche se devo dire che il risultato mi soddisfa già abbastanza. Si tratta di una specialità della zona di Chieri (anche se qualcuno vocifera che la ricetta della focaccia chierese sia stata “rubata” alla città di Susa) molto semplice: farina, burro, latte, acqua e zucchero. Nonostante la semplicità degl’ingredienti il risultato finale è davvero sorprendente. Bassa e ben cotta ma non asciutta, dolce ma non troppo tant’è che s’abbina bene a un bel bicchiere di vino rosso. Non ne esiste una versione ufficiale e ogni pasticceria propone la sua: c’è chi preferisce la focaccia di Savio (io!io!), chi quella di Avidano o quella di Dolci&Dolci… Sono quasi certa che in molte regioni esista l’equivalente di questa focaccia. C’è anche dalle vostre parti una focaccia simile? :-)

