Oggi ricetta super facile della tradizione piemontese. Non c’è mai stato una pranzo o una cena a casa di mia nonna senza le sue famose pesche ripiene. Le faceva sia d’estate con le pesche fresche sia d’inverno utilizzando le pesche sciroppate. Preparava si e no due dolci in tutto, le pesche e il tiramisù, ma devo ammettere che non aveva rivali in queste due preparazioni. Parlo al passato perché ormai non ce la fa più a cucinare e da tempo non ci prepara più le pesche che però sono rimaste un ricordo piuttosto persistente. Nella mia mente questo dolce sarà sempre legato a lei, a nonna Giulia.
A differenza della ricetta tradizionale che prevede il tuorlo d’uovo come legante mia nonna usava o un po’ di polpa di pesca o il liquido dolce delle pesche sciroppate. A voi la scelta se unire anche un tuorlo d’uovo.
Ingredienti per 6 persone:
3 pesche a pasta gialla
una decina di amaretti
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
2 cucchiai di amaretto di Saronno
zucchero a piacere
3 pesche a pasta gialla
una decina di amaretti
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
2 cucchiai di amaretto di Saronno
zucchero a piacere
Preparazione:
- Lavate le pesche e dividetele a metà senza sbucciarle. Estraete il nocciolo e scavatele un po’ aiutandovi con un cucchiaino o con un coltello. Mettete da parte la polpa di pesca avanzata e schiacciatela con una forchetta.
- Sbriciolate gli amaretti (metteteli in un sacchetto e usate il matterello) e amalgamateli con la polpa avanzata, il liquore, il cacao e zucchero a piacere. Io ad esempio non ho aggiunto zucchero perché le pesche erano davvero dolci e volevo si sentisse il contrasto.
- Adagiate le pesche in una pirofila e riempite le cavità con il composto ottenuto. Infornate a 180° C per almeno 30 minuti (dipende un po’ da quanto sono mature le vostre pesche) finché non si formerà una leggera crosticina. Lasciate raffreddare e servite.





